Cantieri a basso impatto: conservare riducendo gli sprechi
Conservare è già, di per sé, un atto sostenibile: prendersi cura di ciò che esiste invece di demolire e ricostruire. L’impresa ha scelto di andare oltre e di dichiarare, nella propria politica di sostenibilità, che cosa fa concretamente in cantiere per ridurre l’impatto dei propri interventi.
Tre impegni in cantiere
Gli interventi di RIVA mirano non solo a conservare il valore storico e artistico degli immobili, ma anche ad assicurare, quando è possibile, un efficientamento energetico delle strutture. Tre impegni guidano il lavoro: l’ottimizzazione dell’isolamento termico per ridurre i consumi energetici dell’edificio; l’utilizzo di fonti rinnovabili, ove possibile, per alimentare i cantieri; la riduzione degli sprechi e il riciclo dei materiali di scarto.
Restauro minimo
Un cantiere a basso impatto è prima di tutto un cantiere che tocca poco. L’impresa favorisce un approccio di «restauro minimo», che preserva il più possibile le strutture e le superfici originali: meno materiale nuovo introdotto, meno rifiuti prodotti, meno energia consumata, e un edificio che conserva la propria autenticità.
Un metodo verificato
Questi impegni non restano dichiarazioni: l’impresa ha aderito al codice di condotta «Cantiere Impatto Sostenibile» e il cantiere di corso Buenos Aires 1 a Milano ha ottenuto la certificazione di Cantiere a Impatto Sostenibile di livello Argento. Il monitoraggio dell’impatto ambientale dei progetti e la ricerca di soluzioni più efficienti proseguono cantiere dopo cantiere. Un cantiere a basso impatto non rallenta il restauro: lo rende più consapevole, rispettoso dell’opera e dell’ambiente in cui torna a vivere.
