Diagnostica
Prima di qualsiasi trattamento conservativo, una rigorosa fase diagnostica stabilisce la natura e lo stato di conservazione dei materiali da salvaguardare. Questa può comprendere analisi stratigrafiche per mappare la sequenza di strati pittorici e intonaci, la caratterizzazione dei materiali tramite tecniche di laboratorio e in-situ, e metodologie di indagine non invasiva — tra cui la riflettografia infrarossa, la fluorescenza ultravioletta e le micro-perforazioni — che consentono di rilevare le condizioni del supporto senza arrecare ulteriori danni alle superfici vulnerabili.
I risultati orientano una proposta di intervento basata sull'evidenza e non sull'ipotesi, permettendo ai restauratori di distinguere tra la materia originale stabile, le integrazioni di epoche precedenti e i processi di degrado attivi. La documentazione diagnostica prodotta in questa fase entra a far parte della storia conservativa dell'opera, garantendo ai restauratori futuri un riferimento affidabile per qualsiasi campagna successiva.